animali infelici...
...è questo ciò che penso della razza umana. Ovvio il periodo non è dei migliori per pensare ad altro, ma credo che in fondo, anche quando il nostro cuore è pervaso d'amore, anche quando tutti i nostri sensi sono irrorati dalla effimera gioia che tutto ciò che è terreno ci può dare, in fondo, tendiamo all'infelicità... siamo ingordi, spasmodicamente golosi del volerci, a tutti i costi, ritrovare con il culo per terra, qualsiasi situazione fossimo mai costretti a vivere. Andando per stereotipi è facile quindi trovare il ricco, bello di se e di madre natura, gettarsi nelle mani dell'infigarda droga, la coppia felice che prima o poi, anche se non ha problemi, se ne crea... il talentuoso, il carismatico che tramuta le sue grazie in apatia, vittima delle sue stesse virtù... odiamo la stabilità, tutto ciò che è stabile ci sembra debole, scontato, banale... ed è così che ci intrecciamo da soli il filo del destino, cerchiamo qualche sana dose di instabilità, quasi fosse l'adrenalina del nostro rapporto con il vivere, rischiamo tutto per poterci rimettere ancora in gioco, per poterci dire davanti allo specchio che vogliamo di più, che possiamo di più... ogni traguardo da luogo conquistato e sicuro, diviene scomodo e stretto perimetro dal quale fuggire... e cadiamo inesorabilmente nell'errore dell'infelicità, in questo circolo vizioso e puerile del volere di più... siamo umani per sbagliare o sbagliamo perchè siamo umani?
Ad esempio in questo momento della vita ho tutto, tutto Dio santo... eppure sono infelice per l'unica piccola grande cosa alla quale mai avevo pensato prima... una compagna con la quale spartire il bottino della mia guerra, una maestra dalla quale imparare tutte le sfumature della vita, una mano da prendere quando presto cederò in preda agli spasmi della stessa smania di afferrarla... due occhi nei quali perdermi e dai quali leggermi, un seno sul quale nutrire i miei peccati...
Ma sono convinto, come ha detto il mio oracolo, che quando riavrò in mano questo tesoro, stavolta convinto della sua lucentezza, avrò di nuovo altro a cui tendere, altro che mi renderà infelice... e allora? La felicità è un momento, un'interazione tra la voglia di volere e il rendersi conto che c'è altro da anelare... ma sono stanco di errare, vorrei poter fermare tutto in un momento ben preciso della mia vita, un'immagine che in questi giorni si sta arricchendo di particolari, di odori e frasi che avevo dimenticato, il momento in cui mi sono reso conto di amare lEi... solo in quel momento sono stato felice davvero... dopo... ero già preso da altro.
"come vorrei fare a pezzi, quella luna idiota... (C.Baglioni)"